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Guida all'acquisto di condizionatori portatili: la scelta giusta

La mia pluridecennale esperienza nel campo della climatizzazione mi permette di affermare che i condizionatori portatili ricoprono un ruolo importante, seppur limitato. Certo non potranno superare le prestazioni dei condizionatori da finestra o dei sistemi centralizzati, ma sono una soluzione là dove altri sistemi di climatizzazione non possono essere utilizzati. Infatti, io li consiglio a chi vive in affitto e non può intervenire sulle finestre, a chi ha finestre con forme insolite o a chi ha bisogno di un sistema di climatizzazione da un ambiente all’altro.

L’errore più comune che riscontro tra i proprietari di casa è che credono che le unità portatili abbiano le stesse prestazioni dei condizionatori da finestra a parità di BTU. Questo non è vero, e proprio per una questione di fisica: le unità portatili, infatti, rilasciano calore nello stesso ambiente che cercano di raffreddare, riducendo del 20-30% il reale raffreddamento. C’è però da dire che i modelli più moderni sono migliorati parecchio. Quelli attuali funzionano in modo più silenzioso grazie ai compressori a velocità variabile, gestiscono la condensa in modo automatico e alcuni sono dotati di due tubi per risolvere i problemi di dispersione dell’aria presenti erano nelle versioni precedenti.

Ad ogni modo, per evitare delusioni, è importante avere aspettative realistiche. I condizionatori portatili raffreddano bene le singole stanze, ma non l’intera casa in quanto, per via del modo in cui sono stati progettati, il loro funzionamento è più costoso rispetto ad altri metodi di climatizzazione. Inoltre, per installarli è necessario fare un’attenta pianificazione che va oltre il semplice collegamento alla presa di corrente. Per questi motivi, è necessario conoscere bene le caratteristiche dei condizionatori portatili prima di acquistarli, ed è proprio questo il tema di questa guida.


Informazioni sulla potenza in BTU: la base per una corretta climatizzazione

Un calcolo corretto dei BTU fa la differenza tra la possibilità di godere di temperature confortevoli e quella di avere un’unità che funziona ininterrottamente senza riuscire a raffrescare l’ambiente in modo adeguato. La maggior parte delle persone si limita a tenere in considerazione la superficie dell’ambiente, ignorando i fattori davvero determinanti.

Come calcolare il valore corretto di BTU a prescindere dalla metratura

La regola dei “200 BTU per metro quadrato” è valida per stanze perfettamente isolate e in condizioni perfette, ma non ne ho trovate praticamente mai. Questo valore, poi, dovrebbe salire a 250-300 BTU per metro quadrato in presenza di condizioni problematiche, come il sole che batte nel pomeriggio o la presenza di aperture che disperdono il calore. Prendiamo ad esempio una camera da letto da 30 metri quadrati: i BTU necessari sono 7.500-9.000, e non i 6.000 BTU che un semplice calcolo matematico suggerirebbero.

A modificare ulteriormente tale valore concorre anche la destinazione d’uso della stanza. Ad esempio, per una stanza adibita ad ufficio, con computer e monitor che generano parecchio calore, occorre prevedere 500-750 BTU in più per ogni computer e monitor di grandi dimensioni, e ancor di più bisogna aggiungerne per le cucine, tipicamente piene di elettrodomestici. Per le camere da letto con tende oscuranti e pochi dispositivi elettronici, invece, il valore di BTU richiesto può essere inferiore.

Perché la regola tradizionale non funziona

Nella maggior parte delle case non ci sono i presupposti perché sia possibile applicare la regola dei 200 BTU, in quanto occorre che i soffitti siano alti circa 2,4 m, che l’isolamento sia adeguato e che le sorgenti di calore siano poche, mentre in molti casi i soffitti sono a cupola, le finestre sono vecchie e a vetro singolo e l’isolamento è scadente. Ad esempio, la veranda da 20 metri quadrati del mio vicino richiedeva 12.000 BTU perché praticamente ogni pomeriggio diventava un vero e proprio forno, mentre il seminterrato della stessa dimensione rimaneva fresco con soli 6.000 BTU.

Anche la latitudine e la posizione geografica sono importanti: la distribuzione dei BTU a Catania deve essere diversa da quella di Aosta, non solo per la temperatura ma anche per l’umidità, che influisce sulla gestione della condensa da parte delle unità portatili.

I fattori di carico termico che fanno salire la domanda di climatizzazione

Oltre alla superficie dell’ambiente, ci sono altri fattori che determinano una richiesta maggiore di energia per la climatizzazione:

  • Finestre ed esposizione alla luce solare: la presenza di grandi finestre esposte a sud e a ovest comporta un incremento di oltre 1.000 BTU nelle ore più calde del pomeriggio
  • Qualità dell’isolamento: un cattivo isolamento del solaio o delle pareti determina un aumento del fabbisogno del 30-50%.
  • Altezza dei soffitti: i soffitti a volta o alti più di 3 metri richiedono una potenza aggiuntiva del 25% per compensare il maggiore volume d’aria.
  • Sorgenti di calore: per ogni persona nella stanza servono circa 400 BTU in più, mentre le apparecchiature elettroniche e gli elettrodomestici ne richiedono molti di più.

Gli errori di calcolo più frequenti

Il cosiddetto “sottodimensionamento” si ha quando ci si concentra solo sui costi senza riflettere sulle prestazioni necessarie per una corretta climatizzazione. Immaginiamo un condizionatore da 8.000 BTU che fatica a raffrescare un ambiente che in realtà necessita di 12.000 BTU: funzionerà senza sosta, si scaricherà in fretta e farà lievitare le bollette rispetto all’acquisto di un condizionatore adeguato alle esigenze.

D’altro canto, anche il sovradimensionamento comporta vari problemi. Gli impianti molto potenti raffreddano rapidamente gli ambienti ma si spengono prima di eliminare l’umidità dall’aria, lasciando la stanza gelida e umida, e poi si accendono e spengono in continuazione, creando forti sbalzi di temperatura e danneggiando il compressore. Un condizionatore portatile da 14.000 BTU in una piccola camera da letto da 18 metri quadrati si accenderà e spegnerà a intervalli di pochi minuti, sprecando energia e rendendo l’ambiente poco confortevole.

Efficienza energetica: indici EER, CEER e costi effettivi

Le bollette della luce in estate dipendono più dall’efficienza energetica che dalla potenza in BTU. Io ho riscontrato che unità da 8.000 BTU poco efficienti costano di più rispetto ai modelli Smart da 12.000 BTU, per cui conoscere l’efficienza energetica dei condizionatori portatili consente di risparmiare.

Comprendere i valori EER e i parametri di riferimento

L’EER misura il rapporto tra la potenza di raffreddamento e il consumo energetico in laboratorio: ad esempio, un’unità che produce 10.000 BTU e consuma 1.000 watt ha un EER pari a 10,0. Più alto è il valore, più bassa sarà la bolletta.

Cosa aspettarsi per ogni fascia di prezzo?

  • I modelli economici si attestano su valori EER pari a 8,5.
  • Le unità di fascia media raggiungono valori EER compresi tra 9,5 e 10,5.
  • I modelli di qualità superiore superano valori EER pari a 11,0.
  • A meno che non si possa spendere di più, è meglio evitare modelli con valori di EER inferiori a 8,0, in quanto si tratta di modelli vecchi che sprecano energia elettrica.

Perché i valori di efficienza CEER sono più precisi

Nella valutazione CEER viene considerato anche il consumo energetico in modalità standby, ignorato nei test EER, come quello degli indicatori, del display, dei comandi e delle ventole che rimangono attivi anche quando il motore non è in funzione.

La stessa unità di climatizzazione avrà valori di CEER di 0,5-1,0 punti in meno rispetto a quelli di EER. Tale scarto ne evidenzia l’efficienza effettiva in caso di utilizzo quotidiano con più cicli di accensione e di spegnimento. Nel confronto tra le varie unità, il CEER indica i costi di esercizio con maggior precisione rispetto al solo EER.

Requisiti ENERGY STAR e garanzie di rendimento

Gli attestati ENERGY STAR corrispondono all’esito positivo dei test di efficienza di base delle unità di climatizzazione: quelle più piccole, ossia con una potenza inferiore a 8.000 BTU, devono raggiungere un indice di efficienza energetica (CEER) pari a 10,0; i modelli di fascia media, con una potenza compresa tra 8.000 e 13.999 BTU, devono raggiungere un indice CEER pari a 9,5, mentre le unità più grandi devono raggiungere un indice CEER pari a 9,0. Questi valori non rappresentano i livelli massimi di efficienza, bensì i requisiti minimi di efficienza energetica.

È bene, quindi, non presupporre che la certificazione ENERGY STAR equivalga alla massima efficienza possibile: molti prodotti non certificati, infatti, hanno prestazioni energetiche migliori rispetto ad altri certificati. La certificazione conferma principalmente la capacità di base e le caratteristiche di sicurezza richieste.

Calcolo dei costi operativi annuali

Sono necessari tre dati: potenza in watt, tempo di funzionamento giornaliero e tariffe dell’energia elettrica.

Ecco due conti: 1.200 watt × 8 ore × 0,12 € per kWh = 1,15 € al giorno.

Se si utilizza il condizionatore a questo ritmo per tutti i 120 giorni estivi, il costo arriva a 140 € circa.

Di fatto, però, i costi effettivi possono variare notevolmente per via di dispersioni di calore in casa, ondate di caldo torrido e impostazioni del termostato su valori eccessivi, al punto che la spesa può anche raddoppiare. È bene inoltre verificare le tariffe dell’energia elettrica, i quali possono essere particolarmente nella fascia oraria giornaliera, quella di punta.

Costi iniziali e risparmio energetico a lungo termine

Faccio un piccolo esempio: quell’unità da 400 euro con un EER pari a 8,5 comporta una spesa elettrica annua di 180 euro, mentre quella da 600 euro con un EER pari a 11,0 costerà solo 140 euro all’anno. È facile capire come una spesa di 200 euro in più per l’acquisto di un modello efficiente si ripagherà in cinque anni, e poi continuerà a far risparmiare denaro per il resto della sua vita.

Nelle aree geografiche in cui l’elettricità costa molto o dove l’impianto viene tenuto in funzione per molte ore al giorno, fare valutazioni di questo tipo è ancora più importante, in quanto una maggiore efficienza si ripagherà in 2-3 anni anziché i 5 dell’esempio di cui sopra.

Design a tubo singolo vs. design a doppio tubo

La differenza principale tra la presenza di un solo tubo o di due tubi nei condizionatori portatili è il modo in cui viene gestito il flusso dell’aria.

Le unità a tubo singolo usano l’aria della stanza in cui si trovano per raffreddare il condensatore e scaricano l’aria riscaldata all’esterno, creando così una pressione negativa che fa entrare l’aria calda esterna attraverso fessure, intercapedini e aperture della casa.

Le unità a doppio tubo sono dotate di tubi d’aspirazione e di scarico distinti, grazie a cui l’aria esterna raffredda il condensatore e viene espulsa senza influire sulla pressione interna.

La battaglia delle unità a tubo singolo è persa in partenza, ecco perché: il condizionatore aspira l’aria della stanza, si riscalda mentre si raffredda il condensatore e poi viene espulsa all’esterno, ma l’aria calda dovrà pur andare da qualche parte, e infatti si insinuerà nuovamente attraverso le intercapedini delle finestre, le fessure delle porte, le prese elettriche, insomma ovunque riesca a trovare un varco.

I modelli a doppio tubo risolvono questo problema utilizzando un tubo per l’aspirazione e un altro per lo scarico, senza quindi creare alcun problema di pressione.

Dal canto loro, le unità a tubo singolo sono più economiche, quindi vengono vendute in maggior numero perché hanno un costo iniziale inferiore e sembrano più semplici da installare. Quanto al rendimento, nei locali già soggetti a dispersione termica, come i garage, questo aspetto è meno rilevante, così come anche per raffrescare gli ambienti in modo mirato, ad esempio per stare comodi alla scrivania.

Caratteristica Tubo singolo Tubo doppio
Costo d’acquisto Più basso Più alto
Difficoltà di montaggio Bassa, un tubo Più elevata, due tubi
Effetto sulla pressione della stanza Crea pressione negativa Mantiene la pressione neutra
Effetti dell’infiltrazione Elevati, porta all’interno l’aria esterna Minimi, flusso d’aria bilanciato
Raffreddamento effettivo rispetto a quello nominale 60-80% della capacità nominale 90-95% della capacità nominale
Efficienza energetica Inferiore a causa delle dispersioni da infiltrazione Superiore: funziona come previsto
Destinazione d’uso ottimale Garage, officine, raffreddamento localizzato Ambienti domestici, camere da letto, uffici

Io consiglio di scegliere le unità a doppio tubo per avere il maggior raffrescamento possibile e ridurre i costi a lungo termine. Le unità a tubo singolo sono adatte a molti contesti, in particolare garage e officine dove la presenza di serrande e una scarsa impermeabilizzazione causano notevoli infiltrazioni dell’aria. Chiaramente, se gli ambienti non sono ben isolati in partenza, la differenza di rendimento tra le due tipologie si riduce.

Regolazione della temperatura e precisione

La precisione del termostato digitale si riflette direttamente sulle condizioni di climatizzazione e sul consumo energetico. I modelli di buona qualità con una precisione di 0,5 °C mantengono una temperatura costante e non si accendono e spengono di continuo come avviene invece per i modelli economici. I termostati meno precisi, con una tolleranza di 1,5 °C, potrebbero portare la temperatura della stanza a 20 °C quando invece si erano impostati 22 °C, per poi spegnersi fino a quando la temperatura non risale a 24 °C o più, causando oscillazioni di temperatura indesiderate e costringendo il compressore a lavorare più del necessario.

Se il termostato non è preciso, si spreca molta energia, in quanto gli sbalzi di temperatura fanno lavorare il compressore lungo più cicli per compensare il calore in eccesso che si accumula quando il sistema non è in funzione. Se si mette a confronto un’unità che fa oscillare la temperatura tra i 20 °C e i 24 °C con una che la mantiene stabile tra i 22 °C e i 23 °C, si noterà che quest’ultima consuma molta meno energia elettrica, e si eviterà un’usura più rapida del compressore in seguito ai continui avvii e arresti.

Il sistema di controllo analogico è poco preciso e peggiora col tempo perché i componenti meccanici tendono ad usurarsi, mentre il sistema di controllo digitale è più preciso e consente di regolare meglio la temperatura. Dal canto loro, però, non tutti i sistemi digitali funzionano allo stesso modo: ad esempio, i modelli con sensori di temperatura separati dalle schede elettroniche funzionano meglio rispetto a quelli che usano sensori interni, per via del calore generato dai componenti elettronici, la cui posizione può addirittura influenzare di vari gradi il valore di temperatura misurato.

Non tutti gli indicatori della temperatura sul display hanno la stessa utilità: la temperatura ambiente consente di comprendere le condizioni effettive rispetto alle impostazioni del termostato, mentre gli indicatori della temperatura impostata confermano il valore da raggiungere, ma a livello pratico c’è poco da farsene.

Alcuni modelli mostrano sia la temperatura interna che quella esterna. Questa funzione potrebbe sembrare utile, ma le temperature esterne registrate da sensori posti vicino ai tubi di scarico caldi sono raramente previse. Pertanto, è meglio concentrarsi su quei modelli che mostrano chiaramente la temperatura ambientale attuale piuttosto che su quelli che mostrano varie temperature, sulla cui precisione è lecito dubitare.

Livelli di rumorosità: come trovare apparecchi che non disturbano

Il livello di rumorosità si misura in decibel, ma la percezione reale del rumore dipende dalle caratteristiche della frequenza e della ventola. Ad esempio, un modello da 50 dB che emette un fastidioso ronzio ad alta frequenza disturba molto di più rispetto a un modello silenzioso a bassa frequenza da 52 dB.

Ecco alcuni valori di riferimento:

  • 45 dB corrispondono al rumore di una biblioteca silenziosa
  • 50 dB corrispondono a una pioggia leggera
  • 55 dB corrispondono al volume di una conversazione normale.

Nelle camere da letto è meglio installare apparecchi che non superino i 50 dB, così la maggior parte delle persone può dormire bene, mentre nei soggiorni invece si può arrivare a 52-55 dB senza che il rumore dia fastidio quando si guarda la TV o si parla.

Anche la tecnologia dei compressori incide notevolmente sul livello e sul tipo di suono emesso. I compressori on-off tradizionali fanno parecchio rumore sia all’avvio che all’arresto, e quando funzionano emettono un ronzio costante.

I compressori a velocità variabile funzionano in modo più regolare e silenzioso, e non producono quei fastidiosi rumori all’avvio che svegliano chi ha il sonno leggero. I modelli con inverter in genere producono un rumore di 3-5 dB inferiore rispetto a quelli tradizionali e generano un ronzio a bassa frequenza meno fastidioso.

La struttura della ventola è responsabile tanto quanto il funzionamento del compressore del rumore percepito. I modelli con ventole più grandi e a rotazione più lenta spostano lo stesso flusso d’aria in modo più silenzioso rispetto a quelli dotati di ventole più piccole e veloci. Inoltre, i gruppi ventola male bilanciati generano vibrazioni e rumori che vanificano la validità dei decibel dichiarati. È bene quindi consultare le recensioni per verificare se vengono citati vibrazioni o rumori, che sono sintomi di scarsa qualità di fabbricazione che le specifiche tecniche non rivelano.

Tecnologia avanzata di compressione e di raffreddamento

I compressori a velocità variabile costituiscono la maggiore innovazione tecnologica nel campo dei condizionatori portatili degli ultimi dieci anni. I sistemi on-off tradizionali funzionano a piena potenza fino al raggiungimento della temperatura impostata, quindi si spengono finché la temperatura non risale.

I modelli a velocità variabile modulano la potenza erogata in base alle esigenze effettive dell’ambiente, funzionando in modo costante alla velocità necessaria per mantenere la temperatura desiderata, piuttosto che accendersi e spegnersi ripetutamente come i modelli più vecchi. In questo modo, si riducono gli sprechi del 15-25% e si eliminano quei bruschi sbalzi di temperatura tipici dei modelli economici.

La tecnologia dell’autoevaporazione cambia notevolmente da un produttore all’altro. I sistemi migliori usano il calore residuo dei condensatori per far evaporare la maggior parte della condensa, per cui vanno svuotati solo quando c’è molta umidità.

Le trovate commerciali prevedono semplicemente la presenza di vaschette di raccolta più grandi o velocità di drenaggio più lente, e basta questo per definire tali sistemi “ad autoevaporazione”. I sistemi veri, invece, eliminano il drenaggio manuale nel 90% dei casi, laddove quelle soluzioni discutibili comportano comunque lo svuotamento giornaliero o settimanale del serbatoio in caso di clima umido.

La tecnologia a inverter abbina compressori a velocità variabile a sistemi di controllo avanzati, assicurando così un controllo della temperatura quanto mai preciso nei dispositivi portatili. Tali sistemi regolano la velocità del compressore in modo continuo in base al differenziale di temperatura, mantenendo la temperatura dell’ambiente entro 0,5-1 °C dal valore impostato, anziché di 2-3 °C come nei dispositivi tradizionali.

Per esperienza personale, le unità a inverter sono inoltre più silenziose di 3-5 dB rispetto ai sistemi tradizionali e consumano il 20-30% in meno di energia elettrica durante i cicli giornalieri. Questa tecnologia ha un costo iniziale maggiore, ma si ripaga con la riduzione dei costi operativi e il miglioramento del comfort.

Funzioni essenziali per la comodità

I condizionatori portatili moderni sono ricchi di funzioni, alcune davvero utili, altre che complicano solo le cose. Ecco quali sono quelle importanti e quali, invece, sono solo trovate commerciali.

Timer programmabili e risparmio energetico

La programmazione intelligente del timer consente di far iniziare il raffrescamento prima che si rientri a casa e di spegnere automaticamente l’impianto quando non c’è nessuno. Tra le funzioni più utili del timer figurano la programmazione giornaliera con programmi diversi per il fine settimana e per i giorni feriali, nonché l’interruzione temporanea per modificare la programmazione. Le unità con programmazione settimanale e cicli di accensione/spegnimento giornalieri multipli sono abbastanza versatili per evitare effettivamente sprechi d’energia.

I timer tradizionali con conto alla rovescia offrono meno rispetto ai sistemi di programmazione più completi, per cui è bene cercare dispositivi che mantengano la memoria dei programmi anche dopo eventuali interruzioni di corrente e che consentano di modificare con facilità la programmazione senza dover reimpostare tutto da capo.

Funzione di riavvio automatico dopo interruzioni di corrente

L’alimentazione si interrompe, poi torna, e il climatizzatore dimentica tutto. Senza il riavvio automatico, il climatizzatore torna alle impostazioni di fabbrica, solitamente alla massima velocità della ventola e a 22 °C, sprecando energia e lasciando la casa al caldo se non si reimposta tutto subito.

Questo aspetto è fondamentale nelle zone in cui si verificano molti temporali, con conseguenti frequenti interruzioni di corrente. Le unità che memorizzano tutte le impostazioni, compresi i programmi del timer e le configurazioni della modalità Sleep, ripristinano il funzionamento desiderato senza problemi.

Programmazione della modalità Sleep e benessere notturno

Le modalità Sleep ben concepite regolano gradualmente la temperatura verso l’alto di 1-2 °C nell’arco della giornata, adeguandosi alle naturali variazioni di temperatura del corpo durante il sonno, assicurando il massimo comfort e riducendo il consumo energetico del 10-15% nelle ore notturne. I sistemi più avanzati riducono anche la velocità della ventola, minimizzando il rumore.

Le modalità Sleep tradizionali si limitano a portare su la temperatura impostata di un valore fisso, lasciando l’ambiente troppo caldo o troppo freddo, a seconda delle condizioni, per cui è bene optare per i sistemi che consentono di regolare liberamente la temperatura e gli orari, piuttosto che quelli che offrono solo la possibilità di impostare programmi standard.

Caratteristiche del telecomando e del display

Il telecomando dovrebbe avere tutte le funzioni più utilizzate senza dover premere tanti tasti. Tra queste, figurano la regolazione della temperatura, il controllo della velocità della ventola, la programmazione del timer e la selezione della modalità. Gli schermi retroilluminati sono utili per regolare le impostazioni durante la notte, mentre la visualizzazione della temperatura effettiva consente di monitorare le condizioni reali della stanza.

È bene che il telecomando abbia pulsanti grandi e ben visibili, che funzioni da una distanza di almeno 6 metri e che sia resistente, perché quelli fragili si rompono facilmente anche se usati in modo normale. I modelli migliori sono dotati di elementi magnetici o di graffe che si attaccano al condizionatore, per evitare che il telecomando si perda sotto i mobili.

Integrazione con domotica e controllo via app

Le app per smartphone consentono di gestire tutto a distanza: è possibile, infatti, attivare il raffreddamento prima di tornare a casa, controllare il consumo energetico e ricevere avvisi quando si devono pulire i filtri. La maggior parte di esse si collega ad Alexa, Google e Apple HomeKit per impartire comandi vocali e gestire la domotica.

Eppure, le funzioni smart possono complicare le cose e creare problemi: ad esempio, la connessione Wi-Fi può diventare instabile, le app dei produttori potrebbero non ricevere più aggiornamenti e i servizi cloud a volte vanno offline.

Scegli i modelli prodotti da aziende prestigiose, con buone valutazioni sugli app store e una cronologia di aggiornamenti recenti, evitando quelli modelli che vanno collegati necessariamente al cloud per funzionare, perché il controllo WiFi locale è più affidabile.

Deumidificazione e funzionamento a modalità multipla

La capacità di deumidificazione è fondamentale nei luoghi con un clima umido, in cui eliminare l’umidità è importante tanto quanto abbassare la temperatura per stare bene. I modelli con una capacità superiore a 25 litri al giorno sono perfetti per le case, mentre quelli con una capacità minore potrebbero non funzionare bene nelle zone di mare o subtropicali.

Nei modelli a solo raffreddamento, la filtrazione dell’umidità è una funzione secondaria al raffreddamento, mentre le modalità di raffreddamento+deumidificazione ottimizzano il ciclo di raffreddamento per ottenere la massima estrazione dell’acqua. I modelli a pompa di calore hanno anche la funzione di riscaldamento per essere utilizzati tutto l’anno, anche se la loro efficienza cala notevolmente quando la temperatura esterna scende sotto i 4 °C.

La modalità di sola ventilazione fa circolare l’aria senza raffreddarla, ed è l’ideale per le giornate di bel tempo quando si vuole solo far girare un po’ di più l’aria ma senza doverla rinfrescare. Questa modalità assorbe solo 50-100 watt, rispetto agli 800-1.500 watt che servono per il raffreddamento completo, per cui si può stare bene senza spendere troppo quando non c’è troppo caldo.

Il consumo di energia varia a seconda della modalità selezionata: la modalità di sola deumidificazione consuma circa il 60-70% della potenza di raffreddamento totale, mentre la modalità di sola ventilazione consuma meno di un ventilatore a soffitto. Conoscere i consumi aiuta a migliorare la qualità della vita e a ridurre le spese.

Installazione e compatibilità con le dimensioni della stanza

La corrispondenza dei moduli di montaggio con le finestre è la causa principale dei problemi di installazione. I moduli tradizionali vanno bene per le finestre a due ante e scorrevoli larghe tra i 60 e i 120 cm, ma per le finestre a battente, a tendina e/o di grandi dimensioni è necessario applicare degli adattatori specifici o trovare soluzioni ad hoc.

Prima di tutto, quindi, occorre misurare bene la finestra: l’altezza, la larghezza e lo spessore del telaio contribuiscono alla corretta tenuta dell’impianto. Spesso gli acquirenti si accorgono dei problemi di compatibilità solo dopo aver aperto la confezione, con la conseguenza di dover correre in ferramenta per acquistare materiale isolante e nastro adesivo per tappare eventuali spazi aperti che potrebbero compromettere l’efficienza dell’impianto.

È importante, oltre alle dimensioni della stanza, tener conto anche di altri fattori quali l’altezza del soffitto, la qualità dell’isolamento, l’esposizione delle finestre e le fonti di calore.

Ad esempio, la potenza necessaria per una stanza da circa 28 metri quadrati con soffitti alti 3 metri e finestre esposte a ovest dovrà essere notevolmente superiore rispetto a una stanza di dimensioni identiche situata nel seminterrato. Quanto al tubo di scarico del condizionatore portatile, è meglio che sia quanto più corto e dritto possibile, perché ogni curva riduce l’efficienza del flusso d’aria.

Per impianti particolarmente complessi da installare, come in stanze prive di finestre adeguate, è possibile installare su una parete un condotto di ventilazione per un climatizzatore portatile. Per far ciò, è necessario dotarsi di una fresa da 15 centimetri (simile a quella utilizzata per i condotti di ventilazione delle asciugatrici, ma più grande).

Funzionalità intelligenti e connettività

Le funzioni di connettività intelligente costituiscono un valore aggiunto se includono il controllo a distanza della temperatura, il rilevamento del consumo energetico e la possibilità di programmare l’utilizzo in modo da adattarsi alle abitudini quotidiane di ciascuno.

Le unità predisposte per il WiFi consentono di avviare il raffreddamento prima di rientrare in casa e di ricevere avvisi per la manutenzione, come la pulizia dei filtri o lo svuotamento del serbatoio. L’integrazione con le principali piattaforme di domotica, quali Alexa, Google Home o Apple HomeKit, rende il tutto ancora più pratico grazie al controllo vocale e all’automazione.

La presenza delle funzionalità intelligenti giustifica il costo aggiuntivo prevalentemente per gli utenti più esperti di tecnologia, che useranno effettivamente le funzionalità avanzate di programmazione e monitoraggio. I modelli semplici con comandi manuali affidabili sono spesso più indicati nel lungo periodo per chi desidera un sistema di raffreddamento semplice, senza la complessità della connettività.

Produttori di punta: analisi delle marche da un punto di vista professionale

La mia esperienza nel campo dei condizionatori portatili mi consente di distinguere i marchi che mantengono effettivamente le loro promesse da quelli che sembrano ottimi sulla carta ma che in realtà non funzionano a dovere nelle abitazioni.

Affidabilità e servizio di assistenza delle marche principali

Sulla base delle mie ricerche, LG e Frigidaire registrano il maggior volume di richieste di assistenza, anche se per motivi diversi. Gli apparecchi LG necessitano in genere di meno riparazioni, ma quando si rompono i ricambi costano di più e tardano ad arrivare. Gli apparecchi Frigidaire si rompono più spesso, soprattutto schede di controllo e sensori di temperatura, ma i ricambi costano poco e si trovano un po’ ovunque. Whynter produce apparecchi a doppio tubo molto affidabili che raramente necessitano di assistenza, ma il loro servizio clienti a volte è lento nel rispondere.

Haier e Midea (venduti sotto vari nomi commerciali) sono soluzioni a buon mercato dalla qualità sorprendentemente buona. Il loro maggior punto debole è un servizio di assistenza clienti non sempre all’altezza: alcuni degli operatori conoscono bene i prodotti, altri evidentemente no. Infine, alcuni modelli a marchio Honeywell vengono prodotti da altre aziende, quindi la qualità varia notevolmente a seconda del produttore.

Assistenza clienti e disponibilità dei ricambi

Frigidaire ha la meglio per quanto riguarda la disponibilità dei ricambi. Gran parte dei rivenditori di prodotti per la climatizzazione dispone dei componenti più comuni e anche i grandi magazzini vendono ricambi essenziali come filtri e tubi di scarico. LG ha un eccellente personale di assistenza tecnica che conosce bene i propri prodotti, ma l’attesa per la consegna dei ricambi è più lunga. Black+Decker ha un’assistenza pessima: i tempi di attesa sono lunghi e gli operatori leggono dei testi precompilati.

Whynter e SereneLife offrono un’assistenza adeguata alla loro fascia di prezzo, anche se possono volersi una o due settimane prima che i ricambi vengano consegnati. Sono da evitare i prodotti venduti esclusivamente online senza una rete di rivenditori locali, perché in caso di problemi si rimane da soli.

Rapporto qualità-prezzo: dove finiscono i soldi in più

Le marche di punta come LG, Honeywell e i costosi modelli Frigidaire hanno prezzi più elevati perché utilizzano compressori migliori, termostati più precisi e componenti più silenziosi. Con 200-300 euro in più, solitamente è possibile acquistare compressori a velocità variabile, modelli a doppio tubo e componenti che resistono più a lungo alle sollecitazioni.

Le marche economiche riducono i costi perché utilizzano comandi più semplici, sono più rumorosi e hanno componenti in plastica più economici che si rompono con il tempo. Tuttavia, un’unità Midea da 300 euro spesso raffresca proprio come un modello di fascia superiore da 600 euro: ciò che si paga in più non è la qualità del raffrescamento, ma il comfort e la durata.

Le marche che consiglio

In termini di affidabilità e durata, io consiglio i modelli a doppio tubo di Honeywell e LG, anche se hanno un costo maggiore, perché sono dotati di compressori che durano di più rispetto a quelli dei prodotti concorrenti e sono costruiti con una qualità che giustifica il prezzo più alto. Whynter ha il rapporto qualità-prezzo migliore tra i modelli a doppio tubo, con prestazioni eccellenti senza prezzi esagerati.

Chi ha un budget limitato dovrebbe valutare i modelli a tubo singolo Frigidaire o Midea, che non sono perfetti ma hanno ricambi economici e facilmente reperibili in caso di guasti. Meglio evitare le marche che vendono esclusivamente su Amazon senza una rete di rivenditori ufficiale, perché in caso di problemi richiedere la garanzia diventa un incubo.

Errori frequenti nell’acquisto e come evitarli

Mi rendo conto che molte persone fanno sempre gli stessi errori, spesso costosi. Vediamo come evitare quelli più gravi e con cui si rischia di perdere soldi e comodità.

Calcolo dei BTU eccessivamente appiattito sulla superficie dell’ambiente

La superficie in metri quadrati non basta a determinare il valore di BTU necessario. Ho visto persone acquistare unità che non avrebbero potuto soddisfare le loro esigenze perché non avevano preso in considerazione l’altezza del soffitto, la dimensione delle finestre, la qualità dell’isolamento e le fonti di calore. A parità di superficie, per una veranda è necessario che la potenza sia molto maggiore rispetto a un seminterrato.

Rimandare la valutazione dei requisiti elettrici e di installazione ad acquisto effettuato

Ho letto di acquirenti che hanno comprato condizionatori portatili per cui sarebbe servito un impianto da 20 ampere o le cui misure non sarebbero state compatibili con le finestre. Prima di portare a casa un condizionatore, quindi, è bene verificare i requisiti dell’impianto elettrico, in quanto le unità più grandi hanno spesso bisogno di un impianto dedicato, piuttosto che di una semplice presa in camera da letto.

Prima di effettuare l’acquisto, inoltre, occorre misurare tutte le dimensioni della finestra, ossia l’altezza, la larghezza e la profondità del telaio, e verificare che i moduli di montaggio siano compatibili con il tipo di finestra presente nella stanza, specialmente se si tratta di finestre a battente o a tendina, per le quali occorrono degli adattatori specifici.

Scelta delle unità secondo il prezzo di acquisto senza considerare i costi di gestione totali

Un modello da 300 euro a bassa efficienza energetica può costare oltre 200 euro all’anno in elettricità, mentre un modello più efficiente da 500 euro può costare 140 euro all’anno. Su un ciclo di vita medio di 7-8 anni, con il modello più efficiente si possono risparmiare centinaia di euro sul totale, nonostante il maggior costo iniziale.

Il consumo energetico, la necessità di manutenzione e la copertura della garanzia rientrano nell’analisi dei costi totali, quindi non bisogna concentrarsi solo sul confronto del prezzo al dettaglio, ignorando le spese a lungo termine.

Trascurare la rumorosità e la fruibilità quotidiana

I modelli rumorosi sono inutilizzabili nelle camere da letto, perché potrebbero rendere il sonno difficile. I modelli privi di timer efficaci o di un sistema di controllo della temperatura preciso possono diventare un problema quotidiano. Per queste ragioni, è bene prendere in considerazione la posizione in cui si intende posizionare il condizionatore e le caratteristiche che contano davvero, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla potenza in BTU e sul prezzo.

Riflessioni su manutenzione e durata

La manutenzione del filtro determina sia la qualità dell’aria che l’efficienza di raffrescamento durante tutta la vita del climatizzatore.

  • I filtri lavabili vanno puliti ogni 2-3 settimane in caso di uso intensivo. È sufficiente sciacquarli con acqua, farli asciugare bene e reinserirli.
  • I filtri usa e getta costano 15-25 euro, ma trattengono le particelle più piccole meglio di quelli lavabili. Un filtro intasato riduce il flusso d’aria del 20-30%, obbligando i compressori a lavorare di più, consumando più elettricità e raffrescando meno.
  • La manutenzione cambia in base al sistema di drenaggio. I modelli ad autoevaporazione gestiscono automaticamente livelli normali di umidità, mentre per i sistemi manuali è necessario svuotare regolarmente il secchio.

Ci sono vari segnali che indicano la necessità dell’intervento di un professionista sul condizionatore portatile, tra cui:

  • Diminuzione del raffrescamento nonostante i filtri puliti: eventuali perdite del refrigerante o l’usura del compressore riducono la potenza di raffrescamento anche con un flusso d’aria adeguato.
  • Accensione e spegnimento frequenti e mancato raggiungimento della temperatura impostata: la presenza di problemi al termostato o al sistema di raffreddamento impedisce il normale funzionamento.
  • Rumori anomali come sfrigolii, cigolii e ronzii: cuscinetti usurati, componenti allentati o problemi al compressore richiedono un intervento immediato.
  • Formazione di ghiaccio sulle serpentine o sulle tubazioni del refrigerante: se c’è poco refrigerante o il passaggio dell’aria è ostruito, si forma del ghiaccio anomalo.
  • Perdite d’acqua da punti diversi dallo scarico: se ci sono danni ai componenti interni o alle tubazioni del refrigerante, è necessario l’intervento di un professionista.
  • Problemi elettrici quali interruttori scattati o puzza di bruciato: è necessario intervenire immediatamente per risolvere eventuali problemi a livello di cablaggio o guasti dei componenti che comportano rischi per la sicurezza.

Con una buona manutenzione, la maggior parte dei condizionatori portatili funziona per 7-10 anni, mentre i compressori, se utilizzati intensamente, si guastano di solito dopo circa 5-6 anni. È meglio quindi non spendere grosse cifre per riparare i modelli vecchi, in quanto la maggiore efficienza dei modelli più recenti spesso ne giustifica la sostituzione piuttosto che la riparazione.

Qual è il climatizzatore portatile giusto per le tue esigenze?

Il condizionatore portatile migliore è quello che meglio si adatta alla dimensione della stanza e al budget di ciascuno.

  • Per le camere da letto dalla superficie inferiore ai 35 metri quadrati, è preferibile scegliere un modello silenzioso con un livello di rumorosità inferiore ai 50 dB, dotato di un sistema di controllo della temperatura preciso e meno orientato alla potenza di raffreddamento.
  • Per ambienti più ampi, dove l’efficienza incide sul benessere e fa aumentare la bolletta elettrica, è meglio optare per modelli a doppio tubo.
  • Per garage e officine, i modelli a tubo singolo, anche se più rumorosi, vanno generalmente bene.
  • Budget ridotto? Meglio puntare su modelli con un EER superiore a 9,0 e una buona affidabilità, piuttosto che su modelli dotati di funzioni sofisticate che verranno usate raramente.
  • Gli amanti della tecnologia apprezzeranno le funzioni di connettività intelligente e la programmazione, ma di solito io consiglio dispositivi semplici con comandi manuali e affidabili a chi vuole solo raffrescare gli ambienti senza troppe complicazioni.

Quando i condizionatori portatili non sono in grado di soddisfare le varie esigenze, è bene prendere in considerazione delle alternative. I condizionatori a finestra hanno un’efficienza superiore del 20-30% se installati in modo permanente, mentre i sistemi mini-split garantiscono prestazioni superiori se si vuole raffrescare una stanza intero, nonostante i costi di installazione più elevati.

Io consiglio soprattutto di installare un sistema centralizzato d’aria condizionata raffrescare più stanze contemporaneamente, ma nel caso in cui ci si trovi in affitto, o l’appartamento abbia finestre di dimensioni particolari o in caso di utilizzo temporaneo, i condizionatori portatili sono sicuramente la soluzione migliore.

Il mio consiglio: la priorità va data innanzitutto al corretto calcolo dei BTU necessari, poi all’efficienza energetica, quindi alla rumorosità relativamente all’ambiente di destinazione e, infine, all’affidabilità piuttosto che alle funzioni apparentemente più accattivanti.

Domande frequenti

I condizionatori portatili funzionano effettivamente bene come quelli da finestra

No, i condizionatori portatili non sono all’altezza dei condizionatori da finestra in termini di efficienza pura. I condizionatori da finestra scaricano il calore direttamente all’esterno, mentre quelli portatili combattono le leggi della fisica espellendo l’aria calda per mezzo di tubi, con una perdita della capacità di raffrescamento di circa il 20-30% rispetto ai modelli da finestra a parità di BTU. Tuttavia, i condizionatori portatili possono essere installati ovunque e spostati da una stanza all’altra, mentre con i modelli da finestra non è praticamente possibile farlo.

Di quanto aumenterà la mia bolletta elettrica con un condizionatore portatile

Ci si può aspettare un aumento di 120-180 euro per un modello classico da 10.000 BTU che funziona 8 ore al giorno per tutta l’estate. I modelli efficienti con un EER superiore a 10,0 costano il 20-25% in meno rispetto alle unità di base. Ad ogni modo, la bolletta effettiva dipende dalle tariffe dell’energia elettrica, dalla frequenza di utilizzo e dalla capacità della stanza di mantenere l’aria fresca.

Quale potenza deve avere il condizionatore portatile per la mia camera da letto/soggiorno/ufficio

Camere da letto: 6.000-8.000 BTU per 15-25 metri quadrati. Soggiorni: 10.000-12.000 BTU per 30-40 metri quadrati. Uffici: 8.000-10.000 BTU per 20-30 metri quadrati. In caso di cattivo isolamento, soffitti alti o finestre grandi, aggiungere un 25%, e tenere conto anche della presenza di computer, di elettrodomestici e del numero di persone solitamente presenti in quell’ambiente.

Perché il mio condizionatore portatile non raffredda correttamente o si accende e spegne troppo spesso

Le ragioni di un raffrescamento insufficiente vanno cercate solitamente nella scarsa potenza del modello scelto, nella presenza di residui nei filtri o nella dispersione dell’aria intorno al modulo di montaggio a finestra. Se il condizionatore si accende e spegne troppo spesso, è probabile che questo sia troppo potente, che il termostato sia difettoso o che il refrigerante sia insufficiente. Innanzitutto, quindi, occorre pulire i filtri, poi verificare la tenuta della finestra e, infine, verificare che la potenza del condizionatore sia adeguata alle effettive esigenze della stanza.

Con che frequenza devo svuotare il serbatoio dell’acqua a seconda del sistema di drenaggio

I modelli davvero autoevaporanti raramente hanno bisogno di essere svuotati, forse una volta al mese in condizioni normali. I sistemi manuali con serbatoio vanno svuotati ogni 8-24 ore, a seconda dell’umidità. I sistemi di drenaggio continuo non hanno mai bisogno di essere svuotati se si ha un buon sistema a gravità o di pompaggio.

Vale la pena spendere di più per i modelli a doppio tubo rispetto a quelli a tubo singolo

Decisamente sì. I modelli a doppio tubo erogano il 90-95% della loro potenza di raffrescamento nominale, mentre quelli a tubo singolo raggiungono solo il 60-80%. Una tal maggior efficienza si ammortizza con la riduzione delle bollette elettriche e il miglioramento del benessere. I modelli a tubo singolo sono adatti per garage o per ambienti già poco isolati, mentre quelli a doppio tubo sono più indicati per ambienti chiusi.

Qual è la rumorosità prevista, e qual è il dispositivo adatto alle camere da letto

La maggior parte dei condizionatori portatili emette un rumore compreso tra i 48 e i 55 decibel, simile a quello di una pioggerellina o di una conversazione a voce normale. I modelli adatti alle camere da letto sono quelli con una rumorosità inferiore ai 50 dB, mentre quelli con valori superiori ai 52 dB potrebbero disturbare il sonno. I modelli con inverter sono più silenziosi di 3-5 dB e non emettono suoni all’avvio che potrebbero svegliare chi ha il sonno leggero.