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Succo fatto in casa vs succo industriale: dati, costi e ricette

Succo fatto in casa vs succo industriale: dati, costi e ricette

IT - [Localization Draft] Homemade vs Store Bought Juice_ Nutrition Facts, Hidden Costs, and Recipes (3969)

Succo fatto in casa vs succo industriale: dati, costi e ricette

I succhi sono un grande business. Secondo Statista Market Insights, si prevede che il consumo globale di succhi raggiungerà più di 36 miliardi di litri nel 2025. Ma in Italia il consumo di succhi è in calo. Il consumo totale di succhi di frutta in Italia è calato da circa 142 milioni di litri nel 2010 a 95 milioni di litri nel 2023, secondo un sondaggio condotto da Beverfood.

Nonostante questo calo, il succo continua a costare caro. Lo stesso sondaggio di Beverfood ha riscontrato che, nel 2024, il prezzo medio al dettaglio del succo fresco in Italia era di 4 € al litro. E al bar il prezzo sale ulteriormente. Un bicchiere di succo fresco in un bar a Firenze, per esempio, costa 9 € per una confezione da 500 ml, mentre a casa è possibile preparare la stessa quantità di succo con meno di 2 €, pur tenendo conto del costo dell’estrattore.

Inoltre, i succhi acquistati nei bar e nei negozi non sono sempre così nutrienti come vorrebbero far credere i produttori. Molti sono ricchi di zuccheri aggiunti, poveri di fibre e privi di sostanze nutritive a causa dei processi di lavorazione. Quando prepari il succo da te, puoi controllare gli ingredienti, evitare gli zuccheri aggiunti e anche ridurre i rifiuti degli imballaggi. Risparmierai denaro nel corso del tempo e potrai potenzialmente assumere più sostanze nutritive.

In questo articolo ti illustreremo i reali benefici del succo fresco, quanto potresti risparmiare e cosa considerare nell’acquisto di un estrattore. Se pensi di preparare succhi in casa, questa guida ti fornirà tutte le informazioni di cui hai bisogno.

La battaglia nutrizionale: succhi freschi vs succhi industriali

In Italia, la maggior parte delle persone non soddisfa il fabbisogno giornaliero raccomandato di frutta e verdura. Eurostat riferisce che il 65,4% degli italiani consuma da una a quattro porzioni di frutta e verdura al giorno, con solo l’11,8% che soddisfa il requisito raccomandato di cinque o più. Quasi un quarto della popolazione consuma in media zero porzioni al giorno. Un bicchiere di succo al giorno può aiutare a compensare alcune di queste carenze nutrizionali, soprattutto se preparato in casa con ingredienti genuini.

Ciò detto, non tutti i succhi sono uguali: il modo in cui vengono preparati può avere un notevole impatto sul loro valore nutrizionale. Ecco un confronto tra succhi freschi fatti in casa e succhi disponibili nei negozi.

Come la lavorazione influisce sul valore nutrizionale del succo

I succhi acquistati nei negozi vengono sottoposti a una serie di processi per garantire che siano sicuri da bere e che si conservino più a lungo. Tra questi processi figura la pastorizzazione, che consiste nel riscaldare il succo a una temperatura di solito compresa tra 71 °C e 82 °C. Questo processo aiuta a eliminare i batteri potenzialmente pericolosi, ma il calore può anche compromettere il profilo nutrizionale del succo.

La vitamina C è sensibile al calore. Studi dimostrano che la pastorizzazione può ridurre i livelli di vitamina C nel succo fino al 90% a seconda della temperatura, dell’esposizione all’ossigeno e della durata del riscaldamento. In uno studio, il succo di anguria ha perso quasi tutta la sua vitamina C dopo 10 minuti di riscaldamento, mentre il succo di mango ne ha conservato circa il 73%.

Il calore distrugge anche gli enzimi e gli antiossidanti. Gli enzimi scompongono le sostanze nutritive, mentre gli antiossidanti aiutano a proteggere le cellule dal danno dei radicali liberi o dalle molecole instabili che si accumulano nell’organismo a causa di stress, inquinamento, cattiva alimentazione o anche dal normale metabolismo.

I succhi freschi, fatti in casa o spremuti a freddo tendono a conservare una maggiore quantità di sostanze nutritive originali perché non sono esposti a temperature elevate. Tra questi si trovano vitamine, enzimi e antiossidanti naturali come i flavanoni.

Uno studio ha scoperto che i succhi freschi conservano fino al 92% del loro contenuto originale di vitamina C se conservati in frigo per 48 ore: una notevole differenza rispetto ai succhi a lunga conservazione.

Quanto zucchero aggiunto si trova nei succhi acquistati nei negozi?

Che siano fatti in casa o acquistati in negozio, i succhi di frutta sono di solito ricchi di zuccheri. La differenza sta nella provenienza di questi zuccheri.

Nel succo di frutta puro, sia esso preparato in casa o acquistato in negozio, lo zucchero proviene dalla frutta stessa. Benché non vi siano dolcificanti aggiunti, il contenuto di zucchero può comunque essere elevato; un bicchiere da 240 ml di succo d’arancia fresco, per esempio, contiene circa 23 g di zucchero naturale: la stessa quantità presente in molte bevande analcoliche.

In Italia, le linee guida nutrizionali raccomandano che gli zuccheri semplici non superino il 10-15% dell’apporto calorico giornaliero e consigliano di limitare il più possibile il consumo di bevande zuccherate, compresi i succhi di frutta.

Sebbene i succhi acquistati nei negozi e la frutta intera possano contenere quantità simili di zuccheri naturali, la differenza fondamentale sta in ciò che si assume in più. La frutta intera fornisce fibre, acqua e una serie di micronutrienti che aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e supportano la digestione. Il succo, specie se ottenuto da concentrato o purea, è privo della maggior parte di queste fibre e spesso contiene meno vitamine, rendendolo meno saziante e facilitando l’assunzione di una quantità di zuccheri superiore a quella che si potrebbe immaginare.

Il caso del succo di verdura

Un modo per ridurre lo zucchero mantenendo il succo ricco di sostanze nutritive è quello di aggiungere più verdure. Molte guide sulla preparazione di succhi suggeriscono la regola 80/20, ovvero utilizzare circa l’80% di verdure e il 20% di frutta. Questo può aiutare a ridurre il contenuto complessivo di zuccheri e aumentare al contempo l’apporto di fibre, antiossidanti e sostanze nutritive essenziali.

I succhi di verdura hanno anche comprovati benefici per la salute. Uno studio clinico della durata di 12 settimane ha dimostrato che bere da 230 a 475 ml di succo di verdura al giorno ha aiutato i partecipanti a raggiungere il consumo giornaliero raccomandato di almeno 4 porzioni di verdura al giorno, un risultato che la maggior parte delle persone non era riuscita a raggiungere solo con consigli alimentari.

Cosa significano davvero le etichette dei succhi di frutta

Le etichette dei succhi possono creare confusione. Termini come “100% succo”, “bevanda a base di succo” o “da concentrato” possono risultare simili, ma hanno significati molto diversi secondo la normativa europea, e queste differenze sono importanti se si cerca di scegliere un’opzione più salutare. Le seguenti definizioni si basano sulla legislazione UE (direttiva 2001/112/CE e successivi aggiornamenti) come delineato da Unione Italiana Food:

Succo di frutta al 100% Questo succo è ottenuto unicamente dalla spremitura della frutta. È composto per circa il 90% da acqua, vitamine, minerali e composti vegetali naturali, mentre il rimanente 10% proviene dagli zuccheri naturali della frutta.

La legislazione UE non consente l’aggiunta di conservanti, zuccheri o aromi ai prodotti etichettati come succhi di frutta al 100%. Gli zuccheri naturalmente presenti nel succo, però, sono comunque considerati “zuccheri liberi” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il che significa che concorrono al raggiungimento del limite giornaliero di zuccheri.

Succo di frutta da concentrato L’acqua viene qui rimossa dal succo dopo la spremitura per essere aggiunta di nuovo in seguito. Il prodotto finale deve avere la stessa composizione del succo diretto e non può contenere zuccheri aggiunti, conservanti o aromi.
Nettare di frutta Il nettare è ottenuto da succo o purea di frutta (o entrambi) diluiti con acqua. A differenza dei succhi al 100%, i nettari possono contenere dolcificanti o zuccheri aggiunti, sebbene le norme UE stabiliscano limiti rigorosi.

In Italia, i nettari a base di purea di frutta sono spesso etichettati come “succo e polpa di …”. Sono di solito prodotti con frutta polposa come pesche, pere o albicocche. A seconda del tipo di frutto, i nettari devono contenere tra il 25% e il 50% di frutta. Per i nettari più comuni in Italia (arancia, pera, pesca, albicocca, mela), il contenuto minimo di frutta è del 50% (40% per l’albicocca).

Sebbene la direttiva consenta la presenza di zuccheri aggiunti fino al 20% del peso finale, la maggior parte dei nettari prodotti in Italia contiene in media l’8-10% di zuccheri aggiunti.

Bevande a base di frutta Qualsiasi prodotto che non corrisponda alla definizione di succo o nettare rientra in questa categoria. Questi prodotti sono spesso commercializzati come bevande a base di succo ma possono contenere solo una piccola percentuale di frutta, mentre il resto è composto da acqua, dolcificanti e aromi.

Conservanti, stabilizzanti e aromi artificiali nei succhi di frutta

Per mantenere la freschezza sugli scaffali per settimane o addirittura mesi, molti succhi confezionati contengono conservanti, stabilizzanti e aromi aggiunti. Questi ingredienti sono utili per la conservazione e il gusto, ma non sempre sono evidenti a meno che non si legga con attenzione l’etichetta.

Alcuni dei conservanti più in uso nei succhi sono l’acido citrico, il benzoato di sodio e il sorbato di potassio. Tutti questi additivi sono consentiti dalla normativa UE, con limiti fissati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Studi dimostrano che il benzoato di sodio e l’acido citrico sono alcuni tra i conservanti più efficaci nel preservare il sapore e il colore, mentre i sorbati e i solfiti possono determinare cambiamenti più evidenti nel tempo.

Gli aromi e i coloranti sono un altro discorso. Alcuni succhi contengono aromi aggiunti, naturali o artificiali, per ripristinare il gusto perso durante la pastorizzazione. Altri includono coloranti alimentari. L’E120 (cocciniglia), per esempio, colorante derivato dagli insetti, si trova ancora in alcune bevande all’arancia rossa vendute in Italia. È vietato nei prodotti biologici ed è soggetto a un limite massimo di assunzione giornaliera, perché può innescare reazioni allergiche ed è stato associato all’iperattività nei bambini.

Anche aromi quali l’etil-vanillina, un composto sintetico usato per esaltare la dolcezza, sono approvati per l’uso nell’UE. Sebbene sia considerato generalmente sicuro, studi a lungo termine condotti su animali hanno segnalato possibili effetti collaterali, tra cui anemia e infiammazione del fegato.

Di conseguenza, sebbene gli additivi possano essere considerati sicuri dalle autorità regolatorie, la qualità complessiva e il valore nutrizionale dei succhi che li contengono possono variare. Conviene controllare l’etichetta prima dell’acquisto.

Confronto tra succhi fatti in casa e succhi industriali

Impatto ambientale dei succhi di frutta: rifiuti e sostenibilità

Bere succhi di frutta comporta un costo ambientale. Se consideriamo i rifiuti degli imballaggi, il consumo energetico e i sottoprodotti della lavorazione degli alimenti, l’impatto della produzione commerciale di succhi di frutta può accumularsi piuttosto rapidamente.

Rifiuti degli imballaggi

I succhi acquistati nei negozi sono di solito confezionati in bottiglie di plastica, contenitori di vetro o Tetra Pak, ciascuno dei quali presenta sfide specifiche in termini di riciclaggio.

Tetra Pak Questi contenitori mescolano cartone, plastica e alluminio, rendendoli più difficili da riciclare. A livello globale, circa il 28% è stato riciclato nel 2024, ma l’Italia ha ottenuto risultati superiori alla media grazie alla partnership tra Tetra Pak e Lucart Group, che oggi ricicla oltre 50.000 tonnellate di confezioni per bevande all’anno.
Bottiglie di vetro Sebbene il vetro sia riciclabile all’infinito, i suoi tassi di raccolta variano. In Italia il riciclo del vetro è una pratica ben consolidata, con un tasso di riciclo che ha raggiunto il 77,4% nel 2023.
Bottiglie di plastica Le bottiglie in plastica PET rimangono il tipo di confezione più comune per i succhi di frutta. Nel 2024, l’Italia ha riciclato oltre 165.000 tonnellate di bottiglie in PET raggiungendo un tasso di riciclo del 52,1%, superiore all’obiettivo del 50% fissato dall’UE per il 2025.

La plastica ha aiutato l’Italia a raggiungere il tasso di riciclo record del 76,7% per tutti i tipi di imballaggi nel 2024, uno dei più alti a livello europeo.

Nonostante i progressi, gli esperti stimano che ogni anno oltre 7 miliardi di contenitori per bevande non vengano riciclati in Italia, finendo spesso nelle discariche o direttamente nell’ambiente. Iniziative dell’UE come la direttiva SUP per la plastica monouso e le nuove normative sui rifiuti da imballaggi si propongono di affrontare questo problema imponendo entro il 2030 un tasso di riciclo più elevato, una raccolta più efficiente e sistemi di imballaggio più riutilizzabili.

Impronta di carbonio

Produrre e imbottigliare succhi richiede una quantità sorprendente di energia. Secondo i dati forniti da Innocent Juice, produrre una bottiglia da 900 ml di succo d’arancia può generare circa 900 g di emissioni di carbonio.

La parte più consistente di questa impronta è riconducibile al trasporto e alla lavorazione, mentre l’imballaggio e la distribuzione contribuiscono ad aumentare l’impatto. Anche le operazioni ad alto consumo energetico come la pastorizzazione e l’evaporazione sottovuoto svolgono un ruolo importante.

L'impronta di carbonio del succo d'arancia in bottiglia

In media, la lavorazione dei succhi usa 0,71 megajoule di energia per litro, consumo che equivale più o meno a tenere acceso un laptop per 3-4 ore.

Uno studio ha rilevato che la produzione di una singola bottiglia di succo di mela può richiedere fino a 28,33 megajoule di energia. E con il consumo globale di succhi che si prevede raggiungerà i 36 miliardi di litri nel 2025, questi numeri aumentano rapidamente.

Un altro sistema per ridurre l’impronta di carbonio consiste nel riciclare le parti inutilizzate della pianta o riutilizzarle per cucinare. I produttori di succhi creano 25 milioni di tonnellate di soli scarti di agrumi. Preparando i succhi a casa, potrai divertirti a ideare modi per sfruttare le bucce per insaporire le tue ricette, riciclare le parti inutilizzate o trovare altre soluzioni creative. Se poi acquisti frutta di stagione coltivata localmente, ridurrai ancora di più la tua impronta di carbonio.

Utilizzo dell’acqua e delle risorse

La produzione di succhi impiega molte risorse. L’agricoltura è responsabile del 70% dell’acqua utilizzata nella filiera produttiva dei succhi, mentre la lavorazione industriale incide per un altro 20%.

Si calcola che occorrano circa 1,5 litri di acqua per produrre solo 1 litro di succo. A livello globale, l’industria dei succhi produce più di 128,67 miliardi di litri di acque reflue all’anno, che sono povere di ossigeno e se non trattate possono danneggiare gli ecosistemi acquatici.

Il succo mette a dura prova anche le risorse dei Paesi in cui viene coltivata la frutta. In Italia, il fenomeno della siccità in regioni come la Sicilia, la Puglia e la Basilicata ha ripercussioni negative sui raccolti agricoli. Molte colture dipendono fortemente dall’irrigazione, mettendo ulteriormente sotto pressione le riserve di acqua dolce.

Il fattore costo: risparmia preparando il succo in casa

Oltre a promuovere la tua salute e ridurre il tuo impatto ambientale, preparare il succo in casa può farti risparmiare parecchio, soprattutto se bevi regolarmente succhi.

In un famoso bar di Firenze, un bicchiere grande di succo di sedano al 100% costa circa 9 € per 500 ml, il che equivale a circa 0,018 € al ml (1,80 € per 100 ml). Il succo di sedano fatto in casa, invece, costa solo 0,004 € al ml (40 centesimi al litro) se consideriamo il prezzo medio del sedano in Italia e una resa tipica di 700-860 ml per kg.

Anche tenendo conto del costo di un estrattore, che di solito si aggira tra i 50 e i 160 €, il risparmio a lungo termine della produzione di succhi in casa è evidente.

Un estrattore di succo può farti risparmiare?

Consideriamo un estrattore di succo di fascia media dal costo di 150 €. Distribuendo il costo su una durata media di sei anni e preparando tre succhi di sedano da 500 ml a settimana, la spesa totale ammonta a circa 251 € all’anno, comprensiva sia dei prodotti che degli strumenti.

Acquistare la stessa quantità di succo di sedano in un bar di tendenza a Firenze costerebbe circa 1.404 € all’anno. Si tratta di un risparmio annuale di circa 1.150 €.

Ovviamente, conta anche la quantità di succo che si ricava dai prodotti. In media, 1 kg di sedano produce 700-860 ml di succo, a seconda della freschezza dei gambi e dell’efficienza della macchina spremitrice.

Scegliere il giusto estrattore di succo: cosa cercare

Non tutti gli estrattori funzionano allo stesso modo. Alcuni danno priorità alla velocità e alla comodità, mentre altri si concentrano sulla conservazione delle sostanze nutritive e sulla resa di succo.

Capire le differenze tra i vari modelli può aiutarti a scegliere l’estrattore che più si adatta alle tue esigenze, al tuo budget e al tuo stile di vita. Riportiamo di seguito una panoramica dei principali tipi di estrattori, delle funzionalità chiave da confrontare e alcuni consigli per scegliere quello più adatto a te.

Tipi di estrattori

Il tipo di estrattore che scegli può influire sul tipo di prodotti che puoi spremere, sulla qualità del succo e sulla facilità d’uso, pulizia e conservazione della macchina. Ciascun estrattore ha i suoi punti di forza e debolezza. Ecco un confronto tra le opzioni più comuni:

Tipo di estrattore Funzionamento Pro Contro
A centrifuga Utilizza una lama a rotazione rapida (6.000-14.000 giri/min) per sminuzzare i prodotti e separare il succo dalla polpa.
  • Veloce e conveniente
  • Ottimo per i principianti o per chi ha poco tempo
  • Molto rumoroso
  • Meno efficace con le verdure a foglia verde
  • Il succo non rimane fresco a lungo
A masticazione (pressione a freddo) Schiaccia lentamente i prodotti con una coclea rotante a bassa velocità (40-150 giri/min).
  • Estrae più succo
  • Conserva più sostanze nutritive
  • Gestisce bene le verdure a foglia verde
  • Più lento e più costoso
  • Richiede una maggiore preparazione e pulizia
Doppio albero (triturante) Usa due ingranaggi per schiacciare e pressare i prodotti per garantire la massima estrazione.
  • Molto efficiente
  • Ottima qualità del succo con ossidazione minima
  • Può anche preparare burri di frutta secca o sorbetti
  • Ingombrante
  • Costoso
  • Difficile da pulire
Meccanico Sfrutta la forza meccanica (tramite presse, manovelle o forza idraulica) per spremere il succo.
  • Silenzioso
  • Portatile
  • Non necessita di elettricità
  • Ottimo per i frutti a polpa morbida
  • Solitamente economico
  • Utilizzo dispendioso in termini di tempo
  • Non ideale per le verdure
  • Difficile produrre grandi quantità
Vapore Utilizza vapore caldo per estrarre il succo, soprattutto da bacche e frutti morbidi.
  • Ottimo per conservare succhi o preparare marmellate
  • Può gestire grandi quantità di succo in una volta sola
  • Il calore elevato distrugge alcune sostanze nutritive
  • Versatilità limitata e un numero ridotto di modelli disponibili

Caratteristiche principali da confrontare

Una volta individuato il tipo di spremiagrumi che fa al caso tuo, è utile confrontare alcune delle caratteristiche più importanti. Le prestazioni, la manutenzione e la durata dell’estrattore possono essere determinanti per la frequenza con cui lo utilizzerai.

  • Resa di succo: gli estrattori a masticazione e a doppio albero estraggono in genere più succo per ogni grammo di prodotto, fino al 30% in più rispetto ai modelli a centrifuga. Ciò significa che produrrai meno scarti e otterrai valore dai tuoi prodotti.
  • Potenza e velocità del motore: gli estrattori a centrifuga hanno i motori più potenti e funzionano alle velocità più elevate. I modelli a masticazione e a doppio albero girano molto più lentamente; questo aiuta a preservare più sostanze nutritive e facilita l’estrazione del succo dalle verdure dure.
  • Facilità di pulizia: la semplicità è fondamentale per questo aspetto. Gli estrattori a centrifuga sono in genere composti da meno parti, il che li rende più facili da pulire. I modelli a masticazione e a doppio albero sono più complessi e difficili da lavare. Se la facilità di pulizia è essenziale, scegli modelli con parti lavabili in lavastoviglie.
  • Livello di rumorosità: i motori ad alta velocità degli estrattori a centrifuga li rendono il tipo di estrattore più rumoroso. Se il rumore è una delle tue maggiori preoccupazioni, potresti optare per un modello a masticazione o meccanico, che sono notevolmente più silenziosi.
  • Longevità: un estrattore di succo dura in media dai 5 ai 7 anni, anche se la durata varia a seconda della qualità costruttiva e della frequenza di utilizzo. Gli estrattori a centrifuga tendono ad avere una durabilità inferiore rispetto ai modelli a masticazione.

Prezzi degli estrattori di succo

I prezzi degli estrattori variano da 50 a oltre 500 €, a seconda del tipo e delle caratteristiche.

I modelli a centrifuga sono generalmente i più economici e soddisfano la maggior parte delle esigenze di base. Gli estrattori di succo a masticazione tendono ad avere un prezzo compreso tra 130 e 350 €, mentre quelli a doppio albero e quelli a pressione a freddo si collocano nella fascia di prezzo più alta, di solito per uso commerciale o intensivo.

In generale, dovrai aspettarti di pagare di più per una macchina che offre una maggiore resa di succo, un funzionamento più silenzioso e una maggiore durabilità.

Quale estrattore di succo scegliere?

Se stai muovendo i primi passi o desideri qualcosa di semplice e veloce, un estrattore a centrifuga potrebbe essere sufficiente. È economico, facile da usare e svolge rapidamente il suo lavoro.

Per gli appassionati di succhi più esperti o per chi preferisce succhi di qualità superiore con una durata di conservazione più lunga, vale la pena investire in un estrattore a masticazione.

Gli utenti più esigenti o quelli che spremono un’ampia varietà di prodotti preferiranno probabilmente un apparecchio a doppio albero. Offre le migliori prestazioni, se sei disposto a sacrificare tempo di spremitura e spazio sul ripiano o nella credenza in cambio di una maggiore qualità del succo.

7 ricette facili per iniziare a preparare succhi fatti in casa

Una volta scelta la centrifuga giusta, il passo successivo è quello di preparare qualcosa con l’apparecchio. Ecco qui sette ricette di succhi selezionate per la loro varietà, il loro equilibrio e la loro facilità di preparazione. Sono pensate per aiutarti a introdurre più vitamine e minerali nella tua dieta senza assumere troppi zuccheri.

1. Succo verde metabolico

Ingredienti:

  • 1 gambo di sedano
  • 2 gambi di cavolo nero
  • 1 cetriolo
  • 2 lime
  • 1 mela
  • 15 g di prezzemolo

Questa ricetta combina verdure idratanti con agrumi e mele per ottenere un succo verde delicato e non eccessivamente dolce. È ricco di vitamine A, C e K e può favorire la digestione e il benessere del sistema immunitario.

2. Succo di arancia, carota e zenzero

Ingredienti:

  • 2 carote medie
  • 2 arance
  • 1 pezzo di zenzero fresco

Questo succo è ricco di beta-carotene e vitamina C. È un’ottima soluzione al mattino o ogni volta che hai bisogno di rafforzare le tue difese immunitarie in modo naturale. Lo zenzero aggiunge un tocco piccante e alcune proprietà antinfiammatorie.

3. Bevanda depurativa tropicale al cavolo nero

Ingredienti:

  • 1 manciata di foglie di cavolo nero
  • 100 g di ananas
  • 120 ml di acqua di cocco

Questo succo combina verdure a foglia verde con frutta tropicale ed elettroliti. Il cavolo nero fornisce un elevato apporto di vitamine A e K, mentre l’ananas aggiunge un tocco di dolcezza e bromelina, un enzima noto per favorire la digestione. L’acqua di cocco favorisce l’idratazione, rivelandosi un’ottima scelta prima o dopo l’attività fisica.

4. Succo di cavolo, carota e mela

Ingredienti:

  • 1 cavolo cappuccio
  • 2 carote grandi
  • 2 mele

Il succo di cavolo, carota e mela è ricco di antiossidanti e fibre. Il cavolo favorisce la salute dell’intestino e può aiutare a ridurre l’infiammazione. Le carote apportano beta-carotene e le mele offrono un tocco di dolcezza naturale insieme alla vitamina C. È un succo nutriente e ideale per i mesi più freddi.

5. Bevanda rinfrescante con cetriolo, mela e menta

Ingredienti:

  • 2 cetrioli medi
  • 2 mele verdi
  • 1 manciata di foglie di menta

Leggero e rinfrescante, questo succo è perfetto per le giornate più calde o per i momenti di stanchezza. Il cetriolo ha un alto contenuto di acqua, la menta offre un effetto rinfrescante naturale e le mele aggiungono la giusta dose di dolcezza. È anche semplicissimo da preparare.

6. Energizzante alla carota ed erba di grano

Ingredienti:

  • 2 carote medie
  • 1 piccola manciata di erba di grano
  • 150 g di mirtilli
  • 1 gambo di sedano

Se vuoi darti una carica di energia in modo naturale, questo succo offre un mix di vitamine, minerali e sostanze vegetali. L’erba di grano è ricca di sostanze nutritive, ma il suo sapore forte viene bilanciato dalle carote e dai mirtilli. Il sedano aggiunge idratazione e una leggera nota salata.

7. Idratante all’anguria e mirtilli

Ingredienti:

  • 300 g di cubetti di anguria
  • 75 g di mirtilli
  • 15 ml di succo di lime

Sebbene i succhi di sola frutta siano di solito migliori se consumati con moderazione, questo rappresenta un’eccezione leggera e idratante. Grazie all’alto contenuto di acqua dell’anguria e alla modesta quantità di mirtilli, è povero di zuccheri e ideale per la stagione calda o per reidratarsi dopo l’attività fisica. Il lime aggiunge una nota delicata e rinfrescante.

Vuoi avere queste ricette sempre a portata di mano?

Scarica il PDF gratuito per accedervi rapidamente in qualsiasi momento. Include tutte e sette le ricette che trovi in questa guida, più altre cinque preparate con vari tipi di frutta e verdura.

Per concludere

Il succo può sembrare un prodotto semplice, ma dietro all’etichetta si nascondono molte cose. Tra zuccheri aggiunti, conservanti, perdita di sostanze nutritive e imballaggi di plastica, quella bottiglia acquistata al supermercato potrebbe non offrirti tutto quello che pensi.

Preparare il succo in casa è una di quelle piccole abitudini che possono fare la differenza. Potrai avere un maggiore controllo sugli ingredienti che finiscono nel tuo bicchiere ed evitare zuccheri aggiunti e conservanti, ridurre i rifiuti di plastica e preservare più sostanze nutritive. Inoltre, a lungo andare è solitamente più economico, soprattutto se prepari succhi con regolarità o usi prodotti di stagione o già presenti nel tuo frigorifero.

La preparazione di succhi fatti in casa non deve essere per forza complicata. Con pochi ingredienti di base e un estrattore affidabile, potrai costruirti una routine che fa bene alla salute, fa risparmiare e lascia anche respirare il pianeta.

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Maya Maceka